Ciberbullismo

Cosa s’intende per ciberbullismo?

Nel suo rapporto sulla protezione dal ciberbullismo, il Consiglio federale definisce il ciberbullismo come la pubblicazione di testi, immagini o filmati diffamatori sui moderni mezzi di comunicazione come cellulari, chat, reti sociali informatiche come Facebook, forum o blog allo scopo di denigrare, offendere o molestare una determinata persona. Una caratteristica generale che contraddistingue questo fenomeno è che le aggressioni si ripetono nel tempo o persistono durante un periodo prolungato.

Il fenomeno del ciberbullismo è molto diffuso tra i giovani che utilizzano regolarmente i nuovi mezzi di comunicazione quali i blog, i forum e le reti sociali. Il termine «ciberbullismo» deriva dal fenomeno del bullismo, che indica gli atti di prepotenza fra scolari (violenza fisica, derisione, umiliazioni ecc.).

Il ciberbullismo si distingue dalle altre forme di molestie essenzialmente per i metodi utilizzati. Innanzitutto, i ciberbulli non sono in contatto diretto con le proprie vittime. Inoltre, le informazioni che diffondono possono essere lette o viste da un numero illimitato di persone. Infine, a dipendenza del sito Internet su cui sono registrate, la vittima può incontrare delle difficoltà a far cancellare queste informazioni.

Un’altra caratteristica di questo fenomeno è che il ciberbullo, non essendo in contatto diretto con la propria vittima, non è cosciente delle sue reazioni e non è in grado di rendersi conto dei limiti da non oltrepassare. Per questa ragione, nel mondo virtuale si tende maggiormente a superare tali limiti rispetto alla vita reale, il che si traduce spesso in conseguenze drammatiche.

Le conseguenze del ciberbullismo sono spesso paragonabili a quelle del bullismo nelle scuole. Nelle vittime possono, infatti, manifestarsi sentimenti di emarginazione, di tristezza, di collera, di mancanza di fiducia in se stessi oppure reazioni quali l’ipersensibilità emotiva. Nei casi in cui gli attacchi persistono, sono state osservate conseguenze anche più gravi, in particolare disturbi del comportamento (angoscia, depressione).

Le basi legali

Il diritto svizzero non contiene alcuna disposizione che condanni esplicitamente il ciberbullismo. Inoltre, il Consiglio federale non ritiene che sia necessario legiferare in quest’ambito, poiché considera che le vigenti disposizioni penali siano sufficienti per sanzionare questo tipo di azione.

Qui di seguito sono riportate le disposizioni applicabili in questi casi:

  • accesso indebito a un sistema per l’elaborazione di dati (art. 143bis CP);
  • abuso di un sistema per l’elaborazione di dati (art. 147 CP);
  • danneggiamento di dati (art. 144bis CP);
  • sottrazione di dati personali (art. 179novies CP);
  • estorsione (art. 156 CP);
  • diffamazione (art. 173 CP);
  • calunnia (art. 174 CP);
  • ingiuria (art. 177 CP);
  • minaccia (art. 180 CP);
  • coazione (art. 181 CP).

In caso di lesione della personalità, la vittima ha inoltre la possibilità di intentare un’azione civile ai sensi dell’articolo 28 CC.

I nostri consigli
È importante riflettere prima di condividere o registrare su Internet informazioni di carattere personale, a prescindere dal fatto che si tratti di un blog, di una rete sociale o di chat. Va ricordato inoltre che il numero d’informazioni diffuse è direttamente proporzionale alla probabilità di diventare bersaglio di un atto di ciberbullismo.

L’assenza di dialogo all’interno della famiglia, e la mancanza di dimestichezza dei genitori con le tecnologie informatiche, può avere ulteriori effetti negativi sulle vittime del ciberbullismo. In questi casi per le vittime sarà, infatti, più difficile confidarsi e raccontare le molestie subite. Occorre pertanto sensibilizzare i giovani, i genitori e gli insegnanti in merito ai rischi legati al Web. Diverse organizzazioni quali la Prevenzione svizzera della criminalità e Action Innocence conducono regolarmente diverse campagne in questo senso. Lo scopo di queste iniziative è di fornire informazioni pratiche per prevenire questo fenomeno. È indispensabile tenersi sempre informati e aggiornati in merito ai progressi tecnologici al fine di poter insegnare ai giovani a utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione, proteggendo al contempo la loro vita privata.

Cosa fare se si è vittima del ciberbullismo?

Gli atti di ciberbullismo, subiti in prima persona o da parte dei vostri figli, non vanno mai taciuti, ma confidati immediatamente a persone di fiducia. Avete inoltre la possibilità di sporgere denuncia presso una centrale di polizia, portando tutte le prove in vostro possesso (printscreen, dialoghi di una chat, immagini ecc.). Vi consigliamo anche di consultare, per esempio, la Prevenzione Svizzera della Criminalità, che potrà darvi altre utili informazioni.

Si noti infine che molti blogs o piattaforme sociali danno la possibilità di segnalare un abuso (Report Abuse) e permettono così all’utente di far rimuovere immediatamente dei contenuti offensivi o discriminatori.

In determinati casi, potete far cancellare il contenuto in questione segnalandolo direttamente al provider (per esempio utilizzando la funzione «segnala abuso» disponibile sulla pagina della rete sociale).